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Mal di pancia in gravidanza – sintomi mese per mese

Mal di stomaco in gravidanza

Le donne in gravidanza soffrono spesso di fastidiosi mal di pancia e disturbi intestinali, come flatulenza e stipsi dovuti all’allungamento dei legamenti dell’utero che si allarga a causa della crescita del feto. Tuttavia, il mal di pancia e il mal di stomaco come il bruciore potrebbero dipendere anche da altri fattori un po’ più seri. Vediamo quali.

È normale soffrire il mal di pancia durante la gravidanza?

Ebbene si. A detta di ginecologi e ostetrici, il mal di pancia in gravidanza è un sintomo gravidico del tutto naturale, per lo più legato alla crescita dell’embrione che sollecita gli organi e i tessuti circostanti.

L’utero subisce una trasformazione notevole durante lo stato interessante: se le dimensioni standard dell’utero di una donna adulta si aggirano attorno ai 6-7 cm, al termine della gestazione questo può arrivare a raggiungere i 30 cm, con la straordinaria capacità di accogliere un feto di oltre 4 kg.

Assodato ciò, dolori addominali e fitte frequenti sono sintomi del tutto normali, così come anche stipsi, diarrea o aria nell’intestino.
Se, tuttavia, il dolore non passa quando si cambia posizione o si svuota l’intestino andando in bagno, è opportuno rivolgersi al ginecologo o all’ostetrica. È importante chiedere aiuto soprattutto nei casi in cui si presenti un dolore particolarmente acuto, perdite vaginali o sanguinamento con crampi e contrazioni forti.

Molte donne in gravidanza manifestano sintomi che farebbero pensare ad un infezione urinaria in corso, come minzione dolorosa, sangue nell’urina o cattivo odore. Questa sintomatologia è abbastanza normale, tuttavia è sempre bene rimanere in contatto con il proprio medico per scongiurare eventuali complicazioni a carico dell’apparato urinario.

Primo trimestre e mal di pancia

Nelle prime settimane di gravidanza sono frequenti dolori e crampi simili a quelli che si hanno durante le mestruazioni. L’utero, come già accennato, si allunga e si contrae costantemente per accogliere il feto e la sua crescita.

Queste fitte al basso ventre non devono destare preoccupazione, anche se è opportuno annotarne la sintomatologia e rivolgersi al proprio ginecologo nel caso in cui vi sia un sanguinamento vaginale, che può essere spia di un aborto o di una gravidanza in sede extra uterina, e in caso di crampi e dolore fisso in un lato.
Attenzione anche a dolore alla spalla, svenimenti ed estrema debolezza: può esservi in corso una gravidanza extra uterina oppure un’appendicite.

Secondo trimestre

Il soffrire di mal di pancia e crampi nel secondo trimestre è dovuto al legamento rotondo, una struttura a fibre che unisce l’utero ai legamenti che vi sono nel piccolo bacino. Aumentando in volume, l’utero stira i lacci, che sebbene siano elastici, devono patire uno stress considerevole e quindi manifestano il dolore e i crampi.

Solitamente, nel secondo trimestre della gravidanza, il dolore si localizza all’inguine, alle cosce, ai fianchi: si tratta di fenomeni normali, che possono essere alleviati con alcuni particolari accorgimenti. La cosiddetta cintura pelvica, ovvero l’insieme di ossa e legamenti del bacino subisce, in gravidanza, una specie di mutazione nelle cartilagini e nei legamenti, guadagnando una straordinaria elasticità e mobilità.

Ciò è dovuto all’effetto degli ormoni gravidici che consentono alla zona pelvica di divenire elastica e in grado di assicurare il passaggio del feto durante la nascita.

Tuttavia, nel caso di dolori particolarmente acuti alla zona pelvica, ricordiamo di contattare il medico.

Sopratutto se si ravvisano sintomi come:

– sanguinamento dalla vagina
– dolore al torace e alle costole unito a mal di testa, mani e piedi gonfi e vista offuscata
– dolore acuto su un lato solo.

Se invece, i dolori risultano sopportabili e non particolarmente acuti, possiamo adottare alcune semplici raccomandazioni per alleviarli.
Ad esempio, stiamo a riposo il più possibile per non sovraccaricare il fisico di stress e stanchezza. Può essere utile, nel caso di dolori molto forti, fare un bagno caldo, che oltre a rilassare il corpo e la mente può aiutare il fisico ad affrontare i crampi.

Evitiamo poi movimenti bruschi e torsioni del tronco, facendo attenzione anche quando durante la notte ci giriamo sul fianco. Per aiutare il riposo notturno possiamo utilizzare dei cuscini in più da posizionare dietro la schiena per stare comode.

Terzo trimestre

Durante questa fase di gravidanza è abbastanza comune sentirsi giù di morale e a disagio: il corpo si è adattato alle dimensioni del feto e proprio in questo trimestre sono frequenti le contrazioni Braxton Hicks, brevi e non molto dolorose e intense.

Queste contrazioni provocano, più che dolore acuto, disagio, e talora possono verificarsi per tutto l’ultimo mese di gravidanza: l’utero è al massimo della dilatazione e si prepara a far nascere il feto.

Le contrazioni dell’ultimo mese non devono destare preoccupazione, tuttavia, in caso di dolore acuto e intenso che si verifica con regolarità ogni dieci minuti circa è bene contattare con urgenza l’ospedale e il ginecologo. Anche in caso di sanguinamento vaginale e dolore al torace è bene stare in allerta.

Lo stesso vale se si nota perdita di liquido prima della trentasettesima settimana: in questo caso potrebbe trattarsi di rottura pretermine membranosa o di un travaglio prematuro.

Travaglio e dolori

Dopo le trentasette settimane inizia il travaglio, accompagnato da contrazioni molto riconoscibili, perché si manifestano con regolarità ogni cinque minuti: il collo dell’utero è pronto per far nascere il bambino.

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