Avere sempre sete: da cosa dipende e cosa fare?

La sete rappresenta uno stimolo fisiologico di introdurre liquidi nell’organismo e ha lo scopo di mantenere in equilibrio la quantità di acqua presente nel nostro corpo.

Il normale fabbisogno quotidiano di liquidi in una persona sana è di circa 2 litri. In alcuni casi però la sete può essere molto più intensa e, addirittura un soggetto è spinto a bere fino a 6 litri di acqua al giorno. Il termine medico per definire la sete eccessiva è polidipsia, parola di origine greca che significa appunto molta sete.

Questo prezioso elemento, a livello cellulare fa la differenza e apporta numerosi vantaggi: stimola la produzione di collagene, mantiene la pelle compatta, giova alla salute delle articolazioni, riducendo il dolore nelle persone affette da artrite reumatoide, aiuta a perdere peso, favorisce la regolarità. Tuttavia, quando la sete è eccessiva, è necessario approfondire il quadro clinico poiché potrebbe essere il campanello d’allarme per diverse patologie.

Quali sono le cause di un eccessivo senso di sete

Lo stimolo della sete ha una propria origine ipotalamica, la cui regione è nota come centro della sete.

Quando questa sensazione si presenta in modo frequente e non si placa neppure dopo avere bevuto, può essere il sintomo di un problema fisico o psicologico. Le cause sono differenti a seconda che questa si presenti nei bambini o negli adulti.

Generalmente i bambini e gli anziani avvertono meno la sete a causa di recettori poco sviluppati o dal meccanismo alterato dall’avanzare dell’età.

Importanti studi sulla disidratazione sono stati effettuati nel corso degli anni; tra questi anche lo studio del dottor James L. Lewis III, al Brookwood Baptist Health e Saint Vincent’s Ascension Health, Birmingham. È possibile individuare alcune cause che comportano la disidratazione e quindi, in grado di determinare un maggiore fabbisogno di liquidi, come ad esempio: episodi di vomito, diarrea e febbre, tutte condizioni che riducono la quantità di acqua nel corpo.

Tra le cause più frequenti di sete eccessiva però ci sono: caldo eccessivo, intensa sudorazione, pasto ricco di cibi salati e/o piccanti, assunzione di alcool, caffè, tè e bevande con effetti diuretici.
In questi casi si tratta di situazioni in cui la sete si esaurisce una volta che si è bevuto.

Qualora invece, la sete sembra incontrollabile anche dopo aver assunto dei liquidi, è necessario rivolgersi al medico per un consulto approfondito.

Tra le malattie che hanno tra i suoi sintomi principali proprio l’eccessiva sete, c’è il diabete mellito. A questa si associano: un aumento della diuresi, perdita di peso e aumento dell’appetito. Il tema del diabete mellito e la correlazione con la sete, sono approfonditi nello studio della dottoressa Erika F. Brutsaert, endocrinologa presso il New York Medical College, consultabile al link www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-ormonali-e-metabolici/diabete-mellito-dm-e-disturbi-del-metabolismo-degli-zuccheri-nel-sangue/diabete-mellito-dm.

Altre malattie che potrebbero nascondersi dietro ad un eccessivo senso di sete sono:

  • insufficienza renale cronica: si ha quando i reni perdono la loro funzionalità; in stadi avanzati è associata a un accumulo esagerato di fluidi e sostanze di scarto nell’organismo, non smaltite dai reni, e può essere necessario alla dialisi oppure un trapianto;
  • xerostomia o secchezza della bocca: è la secchezza del cavo orale causata da un flusso di saliva ridotto o assente;
  • iperparatiroidismo: una condizione caratterizzata da un eccesso di ormone paratiroideo nel sangue, il quale è prodotto dalle paratiroidi, delle ghiandole collocate posteriormente alla tiroide;
  • ipercalcemia: eccesso di calcio nel sangue;
  • ipokaliemia: carenza di potassio nel sangue;
  • morbo di Cushing: dovuta a un’eccessiva produzione dell’ormone adrenocorticotropo, generalmente insorge a seguito di un adenoma ipofisario;
  • morbo di Grave: una malattia causata dalla presenza nel sangue di un anticorpo che stimola la tiroide a secernere ormoni in eccesso, e in alcuni casi ad aumentarne le di dimensioni;
  • mieloma multiplo: si tratta di un tumore delle plasmacellule, le quali si moltiplicano incessantemente nel midollo osseo, ma anche in altre parti del corpo;
  • infezioni: per esempio epatite e colera;
  • malattie psichiatriche: si parla in questo caso di potomania, o polidipsia psicogena, una patologia di natura psichica e comportamentale, che si manifesta con un bisogno incontrollabile e compulsivo di bere acqua, più di quanto sia necessario;
  • tumori del cervello.

Tuttavia, avere sete può essere anche un effetto conseguente l’assunzione di farmaci come: anticolinergici, antidepressivi, farmaci per contrastare l’ipertensione e tanti altri.

Quali sono gli strumenti del medico per effettuare una diagnosi

In caso di sete eccessiva il medico deve valutare la presenza di altre manifestazioni associate o segni di malattia per poter giungere ad una corretta valutazione clinica. Per cui saranno valutati, oltre ai sintomi avvertiti dal paziente, anche tutti i farmaci assunti, in modo da escludere degli effetti collaterali di questi ultimi.

A questo punto sarà necessario approfondire alcuni aspetti della sintomatologia:

  • da quanto tempo persistono i sintomi;
  • se si sono presentati improvvisamente o gradualmente;
  • ogni quanto si ha lo stimolo di urinare;
  • quali altri sintomi accompagnano la sete eccessiva.

Effettuare delle analisi del sangue può essere molto utile per avere ulteriori informazioni riguardo lo stato di idratazione e ricercare problematiche che potrebbero determinare la sete eccessiva. Tra queste ci sono: anemia, variazione dell’ematocrito, aumento della creatinina, della glicemia, alterazioni degli ormoni tiroidei, presenza di infezioni.

La stessa indagine può essere fatta richiedendo le analisi delle urine, ma per indagini più approfondite, possono essere richieste TACrisonanza magnetica e emogasanalisi.

Complicazioni di un’eccessiva sete

Oltre alle complicazioni dovute alle patologie scatenanti l’eccessivo senso di sete, un rischio spesso sconosciuto e per questo trascurato è l’intossicazione acuta da acqua o avvelenamento da acqua.

Ingerire quantità elevate ed eccessive di acqua in poco tempo, provoca un’alterazione degli equilibri elettrolitici con una riduzione del sodio che potrebbe rivelarsi fatale. Infatti, in base al livello di alterazione, i sintomi posso essere leggeri, come nausea e vomito, oppure gravi come: coma, disturbi mentali e morte.

Come intervenire in caso di sete eccessiva

La cura da seguire in caso di eccessivo senso di sete, sarà impostata sulla base del problema che ha provocato questo disturbo.

Ad esempio, qualora si tratta di un disturbo di natura psicologica, sarà necessario instaurare un approccio psicoterapeutico, in particolare di tipo cognitivo o comportamentale, o addirittura psichiatrico.

In ogni caso, quando si presenta la polidipsia, il medico prescriverà normalmente l’analisi del sangue ed il prelievo di un campione di urine. In alcuni casi, potrebbe essere chiesto al paziente di bere meno possibile, per il cosiddetto test della privazione dell’acqua.

Si tratta di un test molto affidabile, trattato anche da studiosi come John D. Carmichael medico del Keck School of Medicine of the University of Southern California nel suo studio  nell’ambito del diabete insipido.

Secondo Carmichael, il test della privazione idrica è l’esame migliore per diagnosticare il diabete insipido centrale. Il test consiste nella misurazione dei livelli di elettroliti nel sangue e di produzione idrica nel corso di 12 ore, periodo in cui il paziente non deve bere. Al termine delle 12 ore, o prima se si presentano particolari condizioni di emergenza, viene iniettata la vasopressina. Se dopo l’iniezione l’abbondante diuresi si interrompe, si confermerà il diabete insipido; al contrario, se dopo l’iniezione non ci sono cambiamenti, si parlerà di diabete insipido nefrogenico.

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