Paolo Rossi-Barnard nasce a Bologna, il 2 gennaio 1958. Giornalista e documentarista, è anche scrittore di molteplici libri sulle grandi tematiche politiche ed economiche dei nostri giorni, creando sovente motivi di scandalo nell’opinione pubblica motivo di diversi alterchi con le redazioni con le quali collaborava.
Libri di Paolo Barnard
Esperto di politica estera, ha vissuto per il mondo tra Regno Unito, Stati Uniti d’America, Medioriente e Sudafrica, raccontando guerre civili, povertà e smascherando le fitte trame di potere tra terrorismo internazionale, gestione delle pandemie e indebitamento dei Paesi poveri.
Fondamentalmente apolitico, non ha mai avuto alcuna iscrizione partitica, ritenendo gli stessi funzionali a quel sistema che combatte, da decenni, attraverso le sue attività giornalistiche.
Oggi, oltre a pubblicare libri, continua a dedicarsi al volontariato, attività che lo ha sempre contraddistinto sin dai suoi albori.
Biografia di Paolo Bernard
Dopo la laurea in Psicologia, si avvia alla carriera giornalistica con La Gazzetta di Parma, inviando articoli dall’Inghilterra essendoché si era trasferito nella capitale londinese per lavoro, destreggiandosi a sgrassare auto vivendo appieno la crisi giuslavorista degli anni sotto l’ex Primo Ministro del Regno Unito Margaret Thatcher.
Si trasferisce così negli Stati Uniti d’America scoprendo quello che lui stesso definirà come “sadismo sociale neoliberista” degli anni che furono.
Dal ’91, sempre per motivi lavorativi, inizia una lunga trafila di spostamenti che lo porteranno a vivere tra Medioriente e Africa, trattando scottanti tematiche attraverso documentari di notevole successo per la RAI.
L’esordio giornalistico: l’esclusiva a Roger Waters
Paolo Barnard si presenta alla stampa di caratura nazionale intervistando il celeberrimo cofondatore dei Pink Floyd Roger Waters. Costui aveva da poco rifiutato un’intervista per la rivista The Rolling Stone Magazine ma decise di concederla a Barnard poiché desideroso di approfondire le tematiche politiche di The Wall che il polistrumentista persevera nel trattare ancor oggi.
L’esperienza televisiva con Michele Santoro
È il 1991 e Paolo Barnard avvia una collaborazione con Samarcanda, noto programma televisivo condotto dal campano Michele Santoro. Si renderà partecipe di uno scoop sulla Guerra del Golfo: intervista un testimone che nega sostanzialmente tutte le notizie diffuse dalla Casa Bianca e finisce con l’essere minacciato di arresto dall’allora deputato parlamentare Giuliano Ferrara.
Come gli rivelerà il collega Paolo Liguori, evita la reclusione solo grazie all’intervento di Giulio Andreotti.
La Restore Hope e la fondazione di Report
È il 1993 e Paolo Barnard porta alla luce i soprusi dei militari italiani in terra somala, tramite l’operazione Restore Hope. Contemporaneamente, a Roma, viene avvicinato e minacciato da un agente della CIA che gli intima di accettare una futura proposta lavorativa, comunque mai pervenuta, all’ufficio turistico del Trentino.
Aumentano le collaborazioni giornalistiche con le più grandi testate italiane tra le quali spiccano La Voce di Indro Montanelli, Golem del Sole 24 Ore e il Corriere della Sera.
Siamo nel 1994 e, assieme a Milena Gabanelli e Roberto Qualiano, diretti da Giovanni Minoli, fonda Effetto Video8, in seguito REPORT.
Poche settimane dopo è in Sud Africa, dove narra le vicende di Nelson Mandela e le quasi mancate elezioni per via delle guerre civili sul territorio. Attacca pubblicamente l’allora Premio Nobel per la Pace Henry Kissinger credendo, come lui stesso ammetterà, di non lasciare il Paese.
L’attacco al Fondo Monetario Internazionale
Si rende attore di una inchiesta contro il Fondo Monetario Internazionale nel 1998, accusandolo di pretendere interessi eccessivi sul debito al fine di mantenere costante la povertà nei poveri Paesi africani.
Prosegue sulla via investigativa contro ai poteri forti e, un anno dopo, crea di nuovo scandalo pubblico con una inchiesta, per REPORT, sulla globalizzazione, evidenziando sovrastrutture occulte coordinatrici degli Stati medesimi.
La rottura con la Gabanelli
Pubblica una inchiesta che crea, ancora una volta, scandalo, ma stavolta sullo sfruttamento degli ammalati da parte delle multinazionali. Servizio non autorizzato, viene invocata a gran voce la sua condanna sia fa parte della collega Milena Gabanelli sia della RAI. Da allora, inizia un lento declino professionale.
Da allora, è impossibile rivederlo in televisione sia per decisione degli alti prelati della RAI che per sue volontà: a una richiesta di ritorno in tv dal suo ex direttore Minelli, risponde: “Solo se la RAI e la Minelli mi domandano scusa pubblicamente”.
Paolo Barnard sito ufficiale
Il sito ufficiale di Paolo Barnard è www.paolobarnard.info
L’offensiva a USA, Regno Unito e Israele
Paolo Barnard è un forte sostenitore della complicità per crimini contro l’umanità di Washington e Londra, ree a suo dire di sostenere le scellerate politiche estere di Israele; in tal guisa, propone una rilettura degli eventi palestinesi, accusando il vicino stato ebraico di aver occupato illegittimamente la Palestina dal 1947 grazie alla concessione dei territori da parte della Gran Bretagna.
Le sue teorie sono state applaudite da personalità rilevanti del mondo della cultura come il filosofo Noam Chomsky.
Le principali opere giornalistiche di Paolo Barnard
Si dedica copiosamente alla redazione di testi tra i quali spiccano “Il più grande crimine”, “Nonna, ti spiego la crisi economica”, “Il complotto e i colpi di Stato” assieme a P. Brunetti e il recente “L’origine del virus – Le verità tenute nascoste che hanno ucciso milioni di persone” scritto a sei mani con Steven Quay e Angus Dalgleish.


